Le autorità elettorali provocano una crisi non annunciando i risultati
Come se stesse passando per una dogana tra il passato ed il futuro, non aveva niente da dichiarare.
Non c'è ancora un vincitore nella lotta per la Presidenza in Messico: né oggi, né martedì. Il conteggio manuale dei voti comincia a partire da mercoledì, 5 luglio. Il presentatore di Televisa, Carlos Loret de Mola, pronostica che, quindi, il processo di conteggio dei voti sarà " lungo, lungo, lungo".
Andrés Manuel López Obrador dice che ha vinto con un margine di più di 500.000 voti e che l'IFE "dovrà rispettare la nostra vittoria".
Felipe Calderón, da parte sua, afferma d'aver vinto pure lui.
I media nazionali ed internazionali hanno una storia gigante da sviluppare giorno dopo giorno o per settimane.
E c'è anche Oaxaca Un'ora dopo che le urne si erano chiuse ieri sera in Messico, il 15 per cento dei risultati preliminari dell'IFE (che non sono stati confermati dai conteggi ufficiali di ogni centro di votazione) presentavano Calderón con 5 punti di vantaggio (al 39 per cento di fronte al 34 per cento ottenuto da López Obrador).
Quattro ore più tardi, all'1 e 20 a.m., con quasi il 62 per cento dei distretti contati, il margine di Calderón era diminuito di 1,4 punti. Cioè si era al 37,57 per cento per Calderón ed al 36,13 per López Obrador.
Ed i 16 stati dove López Obrador sta superando Calderón non avevano riportato ancora tanti voti come gli altri, dove Calderón andava avanti: il conteggio sarà sempre più e più serrato e potrebbe inclinarsi improvvisamente dall'altro lato.
Ma in qualsiasi caso, lo Stato sta entrando in una vera crisi per il ritardo, provocando ancora più dubbi sui risultati ufficiali.
Qui ci sono due stati con risultati molto interessanti:
1. Oaxaca: con solo il 40 per cento dei voti contati, i risultati, all'1 e 30 della mattina, erano i seguenti:
- López Obrador (PRD) 267.372
- Madrazo (PRD) 141.085
- Calderón (PAN) 113.492
Questo stato non aspetterà che si ricontino i voti. Si tratta di una situazione nuova: uno stato intero si trova alle porte di una ribellione pacifica e di carattere civile, con un'idea molto " altra" di fronte a quello che deve essere una democrazia autentica.
2. Stato del Messico:
Con approssimativamente l'80 per cento dei voti contati, i risultati nello stato più popoloso del paese sono:
- PRD: 1.907.493
- PAN: 1.413.876
- PRI: 765.170
Quindi, si sa già: porta avanti la repressione violenta contro i movimenti sociali ed affronterai la vendetta nelle urne.
Nei giorni che verranno, i problemi di credibilità dello Stato diventeranno sempre di più evidenti: l'incredulità di fronte al sistema aumenterà, usciranno prove di frode elettorale e Oaxaca, in particolare, verrà fuori come una lotta esemplare " dal basso", sotto la luce abbagliante dei media nazionali ed internazionali.
In questo momento post-elettorale ci sono più cose in gioco che durante lo sviluppo stesso della contesa. Tutto il mondo starà guardando. Il sistema, per quanto abbia insistito nel meraviglioso e pulito che sarebbero state le elezioni messicane, non ha potuto tirar fuori ieri sera un risultato definitivo. Il dolore, la rabbia e la sfiducia che per tanto tempo stavano bollendo a fuoco lento stanno per traboccare.
Qualche domanda?


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